Assunzioni nella Sesta Provincia: Dimmi con chi vai e ti dirò che posto avrai!

Un’opportunità persa quella della Sesta Provincia (BAT) in materia di trasparenza nell’assunzione del personale. E purtroppo, non può dirsi proprio una coincidenza che fra le 56 persone assunte lo scorso 31 dicembre ci siano guarda caso i familiari di tanti politici e politicanti come denunciato sulle pagine dalla gazzetta del mezzogiorno.
Secondo la gazzetta del mezzogiorno nella lista degli assunti si trovano “la figlia di un senatore del Popolo della libertà; la cognata di un consigliere provinciale di centrodestra; il figlio di un prefetto; il rappresentante di una delle liste che alle provinciale 2009 sostenne il presidente Ventola; la moglie di un consigliere comunale di Canosa eletto nel centrosinistra e poi passato nella maggioranza del sindaco Ventola; un assessore comunale di Canosa, nella giunta presieduta dallo stesso Ventola, arrivato in Provincia attraverso la mobilità dalla graduatoria di un concorso bandito ed espletato dal Comune di Minervino, il cui sindaco allora era Luigi Roccotelli, eletto nel centrosinistra, poi diventato consigliere provinciale con la lista «Ventola presidente»; il responsabile provinciale del Popolo della libertà e sua sorella.”.
Il connubio famiglia, politica e posti di lavoro sembra essere una delle piaghe che non riusciremo mai a estirpare. Per la BAT è sicuramente una sconfitta in partenza e sarebbe interessante capire cosa hanno da dire il Presidente Ventola e i responsabili delle assunzioni in questione, fra le quali si conta anche quella della figlia del sindaco di Corato, Luigi Perrone (del Popolo della libertà come Ventola) ora, tra i sei membri dello staff del presidente Ventola, chi è stata assunta con contratto a tempo determinato.
Su questa questione si è pronunciato il segretario provinciale del Partito democratico, Andrea Patruno – chi ha detto «è una questione che fa riflettere, ma è ancora più grave la questione dei concorsi sui quali pendono tuttora vari giudizi. Le assunzioni nello staff di Ventola sono state fatte col criterio della discrezionalità, anche se l’avviso pubblico sembrava modulato all’apparenza come un concorso. Ma perché la Provincia non restituisce i 10 euro e 33 centesimi cadauno che gli oltre mille partecipanti al bando versarono nelle casse della Provincia, che li pretese senza averne titolo?».
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«Tengo famiglia» La sesta Provincia tra familismo e assunzioni
















