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Guida alla lettura e alla scrittura del dialetto.

Giovedì, 10 Settembre 2009

Il dialetto non ha regole fisse e la scrittura della parola più che l'insegnamento è frutto della ricerca personale e della passione che si sente per tale modo di esprimersi.

Nell'intento, tuttavia, di rendere più semplice la scrittura e più facile la lettura sono stati adottati solamente alcuni criteri pratici:

E La vocale <e> congiunzione si scrive <è>. La <è> verbo essere si scrive <ghé>. La <è> con l'accento grave si pronuncia aperta. La <é> con l'accento acuto si pronuncia chiusa. La <e> senza accento dopo i suoni <j> e <u> ha un suono gutturale simile alla <eu> francese come in "la vècchje acque" ossia "la vecchia acqua".

O La vocale <ò> è utilizzata per il suono aperto come si pronuncia nella parola "mòrs" ossia "morì". Non è accettata se ha il suono chiuso come in "brot" ossia "brodo".

K La lettera <k> è impiegata tutte le volte che la consonante <c>, di cui fa le veci, ha un suono gutturale.

J La lettera <j> indica due suoni: a) quello della vocale <i> appena più lungo del normale come in "la chj's" ossia "la chiesa".
b) quello somigliante alla <i> molle francese come in "t'haje détt" ossia "ti ho detto".

CG Quando sono alla fine di una parola come in "croc, cjocc, sègg" ossia "croce, asino, sedia" hanno un suono palatale. Se la <g> è accompagnata dall'<h> come in "sangh, fatèjgh, castèjgh" ossia "sangue,fatica, castigo" acquista un suono gutturale.

Tratto da OPINUM n° 1 dell'agosto 2005.

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