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Inchiesta tra i giovani

Venerdì, 11 Settembre 2009

Il dichiarare di fare uso di sostanze stupefacenti, tranquillamente ed in maniera leggera e disinibita, forse rappresenta la voglia di gridare e chiedere aiuto, ma l'interlocutore giusto chi è???

Parlando con decine di ragazzi sembra che il tema non sia più attuale. Rivolgendomi a loro per discutere sull'uso e sull'abuso ne è uscito fuori che il parlarne non fa altro che normalizzare l'argomento. Pericolo che non bisogna sottovalutare...Ho pensato di essere anacronista e gli stessi ragazzi mi hanno chiesto di approfondire l'argomento che concerne l'uso della cocaina, la vera trasgressione...che è di moda tra i VIP e sembra essere arrivata sulle "tavole dei nostri ragazzi". Bassissimo il suo costo, accessibile anche ai più giovani. Altro che cannabis! Andando a fondo nell'argomento ne è venuto fuori però che il passaggio alla cocaina ha come denominatore comune l'aver fatto uso di cannabis. Quali le cause del fenomeno??? Non avendo risposte ho pensato di pormi delle domande. L'uso non casuale ma continuo può essere un indicatore di un disagio psicosociale preesistente? Cosa induce ai ragazzia trasgredire? La ricerca di emozioni forti? Il doversi fare accettare? La nostra "comunità" è in grado di dare quello che i giovani ci chiedono? I genitori conoscono i loro figli? Dedicano loro il tempo necessario? Da genitore non saprei rispondere! Però una idea me la sono fatta...Riempiamo le loro giornate, non facciamoli cadere nella monotonia e nella routine. Creiamo per loro quello che manca, sport, musica, teatro, interessi stimolanti dove possano interagire e trovare quelle emozioni forti di cui sono avidi. La gioventù è una età dove la carica emozionale può fare la differenza anche però in maniera negativa. Tocca a noi indirizzarli, discretamente, ma dando loro determinazione e sicurezza, Parlare di questi argomenti con i giovani non è stato difficile e per questo stesso motivo ho pensato che siano disposti a dialogare soprattutto quando si parla di loro e dei loro interessi. Non manie di protagonismo ma vera comunicazione ha indotto loro a parlarne, delle "loro storie". Il dichiarare di fare uso di sostanze e associarle molto spesso ad alcool molto tranquillamente in maniera leggera e disinibita rappresenta la volgia di gridare e forse di chiedere aiuto. L'instabilità psicologica naturale nella età puberale può rovinare i ragazzi facendoli entrare in un tunnrl che potrebbe irreparabilmente decidere delle loro vite. Quel periodo caratterizzato dai conflitti con i genitori, dove si protesta su tutto, terreno fertile per scelte di vita quanto mai pericolose. In merito a questo mi sembra manchi una vera e prorpia politica della prevenzione, i ragazzi sono lasciati a loro stessi in balia delle onde. La criminalizzazione di queste cattive abitudini in oltre crea quelle condizioni ideali per lo scontro ed i ragazzi in conflitto con le generazioni adulte non accettano nessun tipo di proibizionismo proprio perchè è visto come una imposizione!!! Mi pongo l'ultima domanda: "I ragazzi vogliono la libertà assoluta e la totale indipendenza, ma allora perchè dipendere da una sostanza???"

Tratto da OPINUM

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